venerdì 21 dicembre 2007

"Ma alla grande...."



Io non credo ci sia molto da aggiungere, hanno già detto tutto loro.
Che vergogna.
Diffondiamo questo audio il più possibile, altro che intercettazioni criminali! Finalmente si può sbattere in faccia a quei disperati che votano ancora Berlusconi, lo schifo che c'è dietro all'uomo che si è fatto da solo!!!
Come si difendono oggi i servi che lo hanno servito in questi anni? Attaccando il fatto che vengano fatte delle intercettazioni. Parliamo piuttosto di quello che dice al telefono un Premier della Repubblica Italiana.

martedì 11 dicembre 2007

Lo Stagista gabbato!

Quattro laureati su dieci senza paga (da miojob)

Tanti non ricevono alcun rimborso per lavorare anche più di 48 ore a settimana. La gran parte non è inserita in alcun progetto formativo e il 53 per cento è costretto a farne almeno due. Soprattutto nelle piccole imprese. I risultati della nostra indagine insieme a Gipd, dopo l’allarme della Commissione europea sull’abuso dei tirocini, su duemila stagisti e cento imprese.


di FEDERICO PACE

Identikit dello stagista:

  • ha meno di ventisei anni,
  • possiede almeno un titolo di laurea,
  • non riceve neppure un euro per lavorare, o imparare a lavorare
  • Lavora anche fino a 48 ore a settimana.
Più della metà degli stagisti ha ripetuto, o è stato costretto a ripetere, l’esperienza più di una volta e, alla fine di quei mesi trascorsi in azienda, un terzo di loro ha dovuto amaramente confessare che lo stage non è servito a nulla. Ma soprattutto, la maggior parte di loro non ha avuto, durante il tirocinio, alcun progetto formativo.

Sono questi alcuni dei risultati della nostra indagine realizzata, insieme all’associazione del personale Gidp, sull'esperienza degli stage dei giovani, che ha coinvolto duemila stagisti e cento imprese, dopo che la Commissione europea ha lanciato l’allarme sull’abuso dello strumento dei tirocini. Dopo che l'istutuzione europea ha annunciato, per l’anno prossimo, l’adozione di una serie di interventi per stimolarne l’uso corretto e virtuoso con l’inquadramento del tirocinante in un adeguato percorso formativo seguito anche dalla presenza di un tutor.

Ma iniziamo dalla paga. Il quaranta per cento degli stagisti ha dichiarato di non avere ricevuto alcun rimborso mentre un altro dieci per cento ha detto di avere dovuto fare fronte a un rimborso inferiore ai duecento euro al mese. Un altro sette per cento ha ricevuto una somma compresa tra duecento e trecento euro. Pochi invece i fortunati che hanno potuto fare conto, a fine mese, su qualcosa che non avesso solo un carattere simbolico. Il tredici per cento ha ricevuto una cifra compresa tra 500 e settecento euro mentre un altro dodici per cento ha avuto una cifra superiore ai settecento euro (vedi tabella).

Quanto invece al progetto formativo solo il 35 per cento ha dichiarato di averlo avuto e di essere stato seguito da un tutor. A questi si aggiunge un 15 per cento che però, seppure con un progetto, non è stato seguito da alcun tutor. Ma quel che desta allarme è quel 51 per cento che dichiara di non essere stato inserito in alcun progetto formativo (vedi tabella). Ma quali sono le realtà dove si fa un uso distorto dei tirocini? “Come gestore delle risorse umane – ci ha detto Paolo Citterio, presidente associazione direttori risorse umane GIDP/HRDA – vedo troppe malinconiche situazioni specie nelle piccole imprese che ancora non hanno capito né percepito che un laureato può fornire, ad esempio, nell'area del marketing o dello sviluppo della ricerca, un contributo importante ove l'imprenditore, che "sta sul pezzo" anche 12 ore al giorno e non ha il tempo né la cultura per crescere. Queste imprese hanno bisogno, forse non di maggiori controlli punitivi ma di facilitazioni, spiegazioni, indicazioni su come utilizzare al meglio i nostri stagisti laureati”.

Se si guarda alle ore trascorse in azienda ci si accorge che un terzo degli stagisti lavora più di 43 ore a settimana e di questi il dodici per cento arriva a lavorare per più di quarantotto ore (vedi tabella).

Se c’è qualcosa di positivo è di certo il ruolo crescente delle università nell’avvicinamento al mondo del lavoro. L’80 per cento delle imprese dichiara di utilizzare proprio il canale delle facoltà per individuare le risorse da inserire al proprio interno in percorsi di tirocini. “La nostra azienda – ci ha detto Maurizio Villa direttore del personale di Leaf Dolciaria – utilizza ampiamente lo stage con vicendevole soddisfazione attraverso convenzioni fatte con le principali università, tra queste la Cattolica, la Bocconi, il Politecnico, l'università di Parma e altre”.

Ma in quali divisioni vengono inseriti per lo più i giovani? Molti trovano spazio nelle attività legate al marketing (il 21 per cento) e nella divisione dell'amministrazione, controllo e finanza (il 18 per cento). Un altrettanto numero significativo ha la possibilità di entrare nella ricerca e sviluppo e nella produzione.

Alla fine per molti il tirocinio, seppure a un prezzo alto, non è tempo perso. I due terzi dicono che è servito in qualche modo a qualcosa mentre per un 33 per cento è servito a poco o nulla. Per il 31 per cento il tempo trascorso in azienda è stato utile per affinare le competenze mentre il 27 per cento, ne ha approfittato per capire meglio quello che accade in un'impresa. Altri, più concretamente, ritengono che alla fine il tirocinio sia soprattutto servito a inserire nel proprio cv un'esperienza di lavoro.

Quanto all’esito occupazionale, a quasi sei stagisti su dieci non è stato proposto alcun contratto (il 55 per cento), al venti per cento è stata proposta una collaborazione a progetto, al dieci per cento un contratto a tempo determinato e al sei per cento un contratto a tempo indeterminato (vedi tabella). D’altronde il tasso di crescita dell’occupazione è ancora molto esiguo e le aziende si mostrano molto caute. “Oggi l'inserimento in azienda non è affato scontato – ci ha detto Tommaso Raimondi direttore personale e organizzazione di OM Linde - e le aziende sono molto attente ad inserire le persone giuste al posto giusto dopo averne ampiamente valutate le potenzialità.

Il considerare lo stage a volta con qualche pregiudizio, ritenendolo in definitivo come una modalità di sfruttamento delle risorse da parte delle imprese senza sicurezza di essere poi assunti, porta inevitabilmente a perdere delle occasioni duplici: colmare il gap di conoscenza rispetto alla realtà aziendale e sicuramente escludere comunque di dischiudersi qualche opportunità di definitivo inserimento”.

TABELLE:

LA NUOVA INDAGINE: UNDER 30, DAI BANCHI DI SCUOLA AL LAVORO: RIEMPI IL QUESTIONARIO

INTERVISTE:

venerdì 16 novembre 2007

APPELLO: Nessun popolo è illegale

La storia recente di questo paese è un susseguirsi di campagne d’allarme, sempre più ravvicinate e avvolte di frastuono. Le campane suonano a martello, le parole dei demagoghi appiccano incendi, una nazione coi nervi a fior di pelle risponde a ogni stimolo creando “emergenze” e additando capri espiatori.

Una donna è stata violentata e uccisa a Roma. L’omicida è sicuramente un uomo, forse un rumeno. Rumena è la donna che, sdraiandosi in strada per fermare un autobus che non rallentava, ha cercato di salvare quella vita. L’odioso crimine scuote l’Italia, il gesto di altruismo viene rimosso.

Il giorno precedente, sempre a Roma, una donna rumena è stata violentata e ridotta in fin di vita da un uomo. Due vittime con pari dignità? No: della seconda non si sa nulla, nulla viene pubblicato sui giornali; della prima si deve sapere che è italiana, e che l’assassino non è un uomo, ma un rumeno o un rom.

Tre giorni dopo, sempre a Roma, squadristi incappucciati attaccano con spranghe e coltelli alcuni rumeni all’uscita di un supermercato, ferendone quattro. Nessun cronista accanto al letto di quei feriti, che rimangono senza nome, senza storia, senza umanità. Delle loro condizioni, nulla è più dato sapere.

Su queste vicende si scatena un’allucinata criminalizzazione di massa. Colpevole uno, colpevoli tutti. Le forze dell’ordine sgomberano la baraccopoli in cui viveva il presunto assassino. Duecento persone, tra cui donne e bambini, sono gettate in mezzo a una strada.

E poi? Odio e sospetto alimentano generalizzazioni: tutti i rumeni sono rom, tutti i rom sono ladri e assassini, tutti i ladri e gli assassini devono essere espulsi dall’Italia. Politici vecchi e nuovi, di destra e di sinistra gareggiano a chi urla più forte, denunciando l’emergenza. Emergenza che, scorrendo i dati contenuti nel Rapporto sulla Criminalità (1993-2006), non esiste: omicidi e reati sono, oggi, ai livelli più bassi dell’ultimo ventennio, mentre sono in forte crescita i reati commessi tra le pareti domestiche o per ragioni passionali. Il rapporto Eures-Ansa 2005, L’omicidio volontario in Italia e l’indagine Istat 2007 dicono che un omicidio su quattro avviene in casa; sette volte su dieci la vittima è una donna; più di un terzo delle donne fra i 16 e i 70 anni ha subito violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita, e il responsabile di aggressione fisica o stupro è sette volte su dieci il marito o il compagno: la famiglia uccide più della mafia, le strade sono spesso molto meno a rischio-stupro delle camere da letto.

Nell’estate 2006 quando Hina, ventenne pakistana, venne sgozzata dal padre e dai parenti, politici e media si impegnarono in un parallelo fra culture. Affermavano che quella occidentale, e italiana in particolare, era felicemente evoluta per quanto riguarda i diritti delle donne. Falso: la violenza contro le donne non è un retaggio bestiale di culture altre, ma cresce e fiorisce nella nostra, ogni giorno, nella costruzione e nella moltiplicazione di un modello femminile che privilegia l’aspetto fisico e la disponibilità sessuale spacciandoli come conquista. Di contro, come testimonia il recentissimo rapporto del World Economic Forum sul Gender Gap, per quanto riguarda la parità femminile nel lavoro, nella salute, nelle aspettative di vita, nell’influenza politica, l’Italia è 84esima. Ultima dell’Unione Europea. La Romania è al 47esimo posto.

Se questi sono i fatti, cosa sta succedendo?

Succede che è più facile agitare uno spauracchio collettivo (oggi i rumeni, ieri i musulmani, prima ancora gli albanesi) piuttosto che impegnarsi nelle vere cause del panico e dell’insicurezza sociali causati dai processi di globalizzazione.

Succede che è più facile, e paga prima e meglio sul piano del consenso viscerale, gridare al lupo e chiedere espulsioni, piuttosto che attuare le direttive europee (come la 43/2000) sul diritto all’assistenza sanitaria, al lavoro e all’alloggio dei migranti; che è più facile mandare le ruspe a privare esseri umani delle proprie misere case, piuttosto che andare nei luoghi di lavoro a combattere il lavoro nero.

Succede che sotto il tappeto dell’equazione rumeni-delinquenza si nasconde la polvere dello sfruttamento feroce del popolo rumeno. Sfruttamento nei cantieri, dove ogni giorno un operaio rumeno è vittima di un omicidio bianco. Sfruttamento sulle strade, dove trentamila donne rumene costrette a prostituirsi, metà delle quali minorenni, sono cedute dalla malavita organizzata a italianissimi clienti (ogni anno nove milioni di uomini italiani comprano un coito da schiave straniere, forma di violenza sessuale che è sotto gli occhi di tutti ma pochi vogliono vedere). Sfruttamento in Romania, dove imprenditori italiani - dopo aver “delocalizzato” e creato disoccupazione in Italia - pagano salari da fame ai lavoratori.

Succede che troppi ministri, sindaci e giullari divenuti capipopolo giocano agli apprendisti stregoni per avere quarti d’ora di popolarità. Non si chiedono cosa avverrà domani, quando gli odii rimasti sul terreno continueranno a fermentare, avvelenando le radici della nostra convivenza e solleticando quel microfascismo che è dentro di noi e ci fa desiderare il potere e ammirare i potenti. Un microfascismo che si esprime con parole e gesti rancorosi, mentre già echeggiano, nemmeno tanto distanti, il calpestio di scarponi militari e la voce delle armi da fuoco.

Succede che si sta sperimentando la costruzione del nemico assoluto, come con ebrei e rom sotto il nazi-fascismo, come con gli armeni in Turchia nel 1915, come con serbi, croati e bosniaci, reciprocamente, nell’ex-Jugoslavia negli anni Novanta, in nome di una politica che promette sicurezza in cambio della rinuncia ai principi di libertà, dignità e civiltà; che rende indistinguibili responsabilità individuali e collettive, effetti e cause, mali e rimedi; che invoca al governo uomini forti e chiede ai cittadini di farsi sudditi obbedienti. Manca solo che qualcuno rispolveri dalle soffitte dell’intolleranza il triangolo nero degli asociali, il marchio d’infamia che i nazisti applicavano agli abiti dei rom. E non sembra che l’ultima tappa, per ora, di una prolungata guerra contro i poveri. Di fronte a tutto questo non possiamo rimanere indifferenti. Non ci appartengono il silenzio, la rinuncia al diritto di critica, la dismissione dell’intelligenza e della ragione.

Delitti individuali non giustificano castighi collettivi.
Essere rumeni o rom non è una forma di “concorso morale”.
Non esistono razze, men che meno razze colpevoli o innocenti.

Nessun popolo è illegale.

SOTTOSCRIVI L'APPELLO

mercoledì 7 novembre 2007

Morto Enzo Biagi

L'Italia ha perso un uomo libero.
Ci mancherà!

venerdì 26 ottobre 2007

Nach Salecina!

Sono ancora in uffcio ma tra poco partirò insieme a Michele alla volta di Salecina dove nei prossimi giorni si terrà il Consiglio, al quale sono stata invitata.
Forse la maggior parte dei lettori non sa neppure che appena al di là del confine svizzero, sul Passo del Maloja c'è un regno incantato che si chiama: Salecina.
Si tratta di un Centro di Formazione e Vacanza, di un progetto politico.
E’ indipendente da qualunque organizzazione e partito, ma si intende come parte dei movimenti della sinistra.

Tendenze e ideologie ispirate a discriminazione sessuale, razziale,
antistraniera, antiegualitarie, antiemancipatorie e antiecologiche sono
inconciliabili con l’idea Salecina.


Salecina mette in reciproco contatto persone impegnate di diversi paesi, favorisce e organizza manifestazioni che intendono mobilitare sia i partecipanti che la società circostante.

Salecina è una casa per ospiti autogestita che mette in collegamento amicizia ospitale e valori ideali.
Salecina offre un genere di turismo semplice, ecologico e collegato alla regione e la sua idea è in continua evoluzione.
Chiunque può venire a Salecina per passare delle belle giornate in mezzo al verde a due passi dalla famosa St. Moritz. Per maggiori informazioni vi invito a visitare il sito web www.salecina.ch

E' proibita la parola genocidio?

giovedì 25 ottobre 2007

correggo subito!

Mi tocca ritrattare immediatamente il post precedente.
In particolare mi riferisco al silenzio madiatico che pur permanendo, ieri è stato interrotto da una bellissima trasmissione di Gad Lerner proprio dedicata alla questione del Kurdistan e della guerra, nella trasmissione non affatto sottovalutata, che si starebbe scatenando o per meglio dire continuando più sanguinosa che mai. Spero mettano presto online il video della puntata.

mercoledì 24 ottobre 2007

Turchia, aerei e militari hanno sconfinato nel nord Iraq

ANKARA - Le postazioni dei ribelli curdi del Pkk nel nord Iraq sono state attaccate dalle forze turche con azioni aeree, cui hanno partecipato anche i caccia F-16, e di terra: le truppe sono penetrate all'interno del territorio iracheno tra domenica e martedì sera. Lo hanno comunicato fonti militari di Ankara, chiarendo però che non si tratta di un'offensiva su larga scala, ma di operazioni del tipo di quelle già compiute in passato dai soldati turchi. Non sono da escludere altri raid in territorio iracheno e la tensione rimane alta.

Ma sapete che sul web non ho trovato uno straccio di commento a quello che sta succedendo in Kurdistan?
Trovo che sia abbastanza vergognoso che alle porte dell'Europa sia in corso un cruento conflitto che va avanti da anni e che oggi è tragicamente esploso e nessuno ne parli.
Ho trovato però delle informazioni interessanti sul sito http://www.uikionlus.com/ nel quale ci sono notizie in tempo reale e anche qualche commento.
Resta assordante il silenzio dell'Unione Europea. Stiamo per accogliere la Turchia in Europa, mettendo dei paletti per il rispetto dei diritti umani e poi tacciamo su una guerra in piena regola di aggressione al popolo kurdo.
Basta guerre!

mercoledì 10 ottobre 2007

Uranio impoverito, "Tra i soldati all'estero 255 casi di tumore"

Perchè non lanciamo una petizione virtuale per la messa al bando delle armi all'uranio impoverito?

Chiedo aiuto a tutti i blogger per redigerla, anche con particolari tecnici. Se invece una petizione del genere fosse già online vi chiedo gentilmente di segnalarmela, parteciperò volentieri. L'utilizzo di armi all'uranio impoverito è estremamente devastante in guerra e ostacola enormemente i processi di pace visto che anche i bambini nati dopo la fine del conflitto riportano i segni di una guerra destinata a non finire mai.

Partecipate numerosi. Questa vergogna deve finire!

Intanto segnalo alcuni siti che potrebbero essere utili:

Riporto la petizione promossa da peacelink nel 2004. Riprendiamola e facciamo qualcosa.

Le armi all'uranio, piu' comunemente note come armi all'uranio impoverito (DU), vengono fabbricate da materiale radioattivo di scarto derivante dalla produzione di combustibile nucleare o di armi nucleari. Provocano una contaminazione dell'ambiente diffusa e duratura; sono sia chimicamente che radiologicamente tossiche. Molte persone, civili, specie bambini, militari e lavoratori dell'industria bellica hanno contratto malattie e problemi di salute, che possono essere dovute alla loro esposizione all'uranio "impoverito". In alcune aree come l'Iraq meridionale, dove le armi all'uranio sono state usate sia dall'esercito statunitense che da quello britannico, sono stati segnalati aumenti di tumori, leucemie e malformazioni congenite.
Almeno 18 paesi possiedono questo tipo di armi, l'uso delle quali e' contrario a qualsiasi legge umanitaria. Dobbiamo far sapere ai governi e alle Nazioni Unite che queste armi disumane non possono trovare posto in questo mondo. Ogni firma conta! Ti chiediamo di aiutarci nel domandare:

  1. L'immediata fine dell'uso di armi all'uranio.
  2. La divulgazione di tutti i luoghi in cui sono state usate armi all'uranio e la rimozione immediata e sotto stretto controllo di tutti i resti e dei materiali contaminati.
  3. Analisi mediche per le vittime dell'uranio "impoverito" e indagini ambientali per i siti contaminati.
  4. Cure mediche e indennita' per le vittime dell'uranio "impoverito".
  5. La fine dello sviluppo, della produzione, dello stoccaggio, delle sperimentazioni e del commercio dell'uranio impoverito.
  6. Una convenzione internazionale per la messa al bando definitiva delle armi all'uranio.

Ricordiamo il conto corrente attivato dalla Senatrice Franca Rame per la sottoscrizione in favore delle vittime dell'Uranio Impoverito:

conto corrente postale n. 78931730
intestato a Franca Rame e Carlotta Nao
ABI 7601 - CAB 3200 Cin U

martedì 9 ottobre 2007

L'arroganza al potere

Chi mi conosce sa che io ho sempre fatto politica nei partiti anche quando ero una pazza no global (e un po' lo sono ancora) e difendo il ruolo dei partiti nella società civile italiana. Non condivido il grillismo e molte delle rivendicazioni del movimento anti-politica di questi tempi.
Oggi conviene fare questa premessa per arrivare a dire che i politici, di destra, di centro, di sinistra stanno veramente rompendo le palle.
E voi direte alla faccia dell'anti anti politica!
E no! Quando ci vuole ci vuole. Ma adesso vi spiego meglio.
Sto guardando una trasmissione che si chiama Ballarò e va in onda su Rai3. Lo dico sempre sperando che ci sia qualcuno che non guarda la televisione o addirittura non la possiede. Bhè insomma, ci sono Rutelli, Brunetta e uno stranamente silenzioso Castelli. Ad un certo punto questi maledetti figuri che ho menzionato iniziano una polemica contro le modalità di conduzione di Floris. "Doveva far vedere cosa ha fatto il governo!" "Faccia parlare solo me!"
Ora io vorrei dire che il giornalismo italiano è uno dei più asserviti al potere e uno dei meno watchdog come si dice in gergo. E anche nei confronti di un equilibratissimo e devo dire molto competente nel suo lavoro, Floris (ho sempre avuto un debole per lui!!!!!!!!) la politica questa sera ha tirato fuori tutta la sua arroganza. Loro erano chiamati a parlare di welfare, la trasmissione spetta a qualcun altro organizzarla e condurla. E' veramente una cosa che sta diventando insopportabile.
Oh politici, fidatevi, così riuscite ad essere ancora più antipatici e la gente che già ha colleghi antipatici, vicini antipatici ecc... non vuole vedere altri fanfaroni che vogliono avere il controllo non solo sulla nostra vita privata (leggi contro le donne, tipo procreazione assistita) ma naturalmente su tutte le sfere della vita pubblica, dalla magistratura ai media.
Mi sembra anche di registrare un peggioramento della situazione in questi due anni di governo di centrosinistra. Si parla spesso di coinvolgere i cittadini nei processi politici (vedi primarie del PD) ma io penso che la politica prima di tutto dovrebbe fare un colossale sforzo per cambiare il proprio atteggiamento e mettersi nella prospettiva di ASCOLTARE e non solo continuare nel proprio tentativo di CONTROLLARE anche ambienti, come quello del giornalismo e della televisione pubblica, che giova a tutta la società che siano indipendenti e critici nei confronti del potere!

lunedì 8 ottobre 2007

Montezemolo presidente confindustria, politico, premier... a quando capo del mondo?

Luca Cordero di Montezemolo, al convegno dei giovani imprenditori che è in corso a Capri, ha parlato! Ormai quando lo fa l'Italia intera rimane in ascolto come di fronte ad un oracolo, e non come converrebbe nei confronti del leader di un'associazione di interessi, che rappresenta una precisa categoria, del tutto minoritaria nel Paese.

Forse si sente la necessità di occuparsi più dei lavoratori dipendenti o con la fiumana in continua crescita di precari!

E invece ci tocca Montezemolo "col vocabolario e il piglio di un leader di partito". Di quale partito? Diciamo del Pd, cioè del Partito democratico che sta nascendo dallo scioglimento dei vecchi Ds e dalla loro confluenza nella Margherita. E si è dimostrato, tra i vari leader del Pd, il più carismatico e grintoso, e quello con le idee più chiare.

Ma perchè questa cavolo di Italia è sempre così dannatamente reverenziale! Parla Montezemolo: bisognerebbe rispondergli "Grazie caro cittadino, ora pondereremo le tue opinioni con quelle di altri 50 milioni di italiani e decideremo come governare questo Paese".

Eh no, questo non si può fare, questa è una democrazia certamente più democratica con alcuni rispetto ad altri.

Oddio, questo post sta diventando polemico!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Riassumiamo in estrema sintesi quello che ha detto.

  • Primo: bravo il governo che ha abbassato le tasse alle imprese (e solo alle imprese) perché questo è il modo giusto per governare.
  • Secondo: però è ancora poco; bisogna tagliare in molto robusto la spesa pubblica, riducendo il ruolo sociale e solidaristico dello Stato.
  • Terzo: deve essere rafforzata la legislazione che garantisce una forte presenza della precarietà (per essere precisi, Montezemolo dice: flessibilità) nel mondo del lavoro, confermando comunque tutti i meccanismi della legge 30, cioè quella preparata dal ministro Maroni e comunemente attribuita a Marco Biagi.
  • Quarto: il famoso protocollo del 23 luglio, quello nel quale il governo intimò la resa, o quantomeno un pesante armistizio, ai sindacati (e l'ottenne), non può essere modificato in nessuna parte. Va confermato così com'è - dice Montezemolo - altrimenti il suo partito toglie la fiducia a Prodi e l'alleanza di centrosinistra va all'aria.
  • Infine - quinto - Montezemolo ha lanciato l'attacco politico diretto, e limpidissimo, a Rifondazione comunista e alla sinistra. Ha detto che è la sinistra a opporsi, a impedire il taglio della spesa sociale, a chiedere misure contro la precarietà, a proporre modifiche alla legge sulle pensioni, eccetera eccetera, e perciò il problema politico che l'Italia ha davanti è come e quando eliminare la sinistra radicale dalla alleanza governativa. Per la verità Montezemolo ha spiegato che non è neppure sufficiente eliminare la sinistra dalla maggioranza di governo, perché spesso la libertà di azione, e anche di speculazione, delle imprese, è fermata, o comunque condizionata e ostacolata, dagli enti locali e dalle regioni. Dunque il problema della cancellazione, o della marginalizzazione della sinistra in Italia, non può riguardare solo il governo, ma tutti i livelli della società e dello Stato. Montezemolo pensa che per fare questo bisogna cambiare il sistema elettorale e, in qualche modo, il sistema politico. L'ideale sarebbe un sistema elettorale alla francese, cioè uninominale a doppio turno, che è l'unico, tra i modelli occidentali, che permette di tenere fuori dal parlamento forze politiche anche consistenti, che dispongono del 10, del 15 o anche del 20 per cento dei voti.

Ormai ha deciso tutto lui. D'altra parte non è neanche stato molto originale, in Italia c'è già stato un imprenditore che voleva salvare il Paese dal comunismo!

Questa eversione imprenditoriale mi ha proprio stufata.

giovedì 4 ottobre 2007

novità

Mi spiace tantissimo aver lasciato il buon vecchio splinder ma questa nuova veste di serenasevalium mi darà la possibilità di comunicare meglio con tutti i lettori e con tutti gli amici che di tanto in tanto fanno un salto sul mio blog.
Già fin da ora si vedono alcune novità come i videoclip e la possibilità di ascoltare la radio da serenasevalium. Spero di migliorare sempre di più questo blog. E' come avere uno spazio vuoto e trovarsi a decidere come decorarlo e cosa metterci dentro, un'attività che sicuramente noi donne adoriamo.
Alcuni temi?
Bhé sicuramente parlerò di quella che io e la mia famiglia abbiamo pomposamente definito "l'unione delle forze della sinistra".
Adoro i toni retrò!!!!!!!!
E poi parlerò di donne, di mafia, di diritti umani, di Europa, di giovani.
Il tutto contornato da qualche racconto di vita e anche qualcosa di divertente e disimpegnato!
A presto
Solidarietà al popolo della Birmania


Post precedenti

il blog serenasevalium apre con una nuova veste e molte novità...
per leggere tutti i post precedenti
Ciao ciao