Luca Cordero di Montezemolo, al convegno dei giovani imprenditori che è in corso a Capri, ha parlato! Ormai quando lo fa l'Italia intera rimane in ascolto come di fronte ad un oracolo, e non come converrebbe nei confronti del leader di un'associazione di interessi, che rappresenta una precisa categoria, del tutto minoritaria nel Paese. Forse si sente la necessità di occuparsi più dei lavoratori dipendenti o con la fiumana in continua crescita di precari!
E invece ci tocca Montezemolo "col vocabolario e il piglio di un leader di partito". Di quale partito? Diciamo del Pd, cioè del Partito democratico che sta nascendo dallo scioglimento dei vecchi Ds e dalla loro confluenza nella Margherita. E si è dimostrato, tra i vari leader del Pd, il più carismatico e grintoso, e quello con le idee più chiare.
Ma perchè questa cavolo di Italia è sempre così dannatamente reverenziale! Parla Montezemolo: bisognerebbe rispondergli "Grazie caro cittadino, ora pondereremo le tue opinioni con quelle di altri 50 milioni di italiani e decideremo come governare questo Paese".
Eh no, questo non si può fare, questa è una democrazia certamente più democratica con alcuni rispetto ad altri.
Oddio, questo post sta diventando polemico!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Riassumiamo in estrema sintesi quello che ha detto.
- Primo: bravo il governo che ha abbassato le tasse alle imprese (e solo alle imprese) perché questo è il modo giusto per governare.
- Secondo: però è ancora poco; bisogna tagliare in molto robusto la spesa pubblica, riducendo il ruolo sociale e solidaristico dello Stato.
- Terzo: deve essere rafforzata la legislazione che garantisce una forte presenza della precarietà (per essere precisi, Montezemolo dice: flessibilità) nel mondo del lavoro, confermando comunque tutti i meccanismi della legge 30, cioè quella preparata dal ministro Maroni e comunemente attribuita a Marco Biagi.
- Quarto: il famoso protocollo del 23 luglio, quello nel quale il governo intimò la resa, o quantomeno un pesante armistizio, ai sindacati (e l'ottenne), non può essere modificato in nessuna parte. Va confermato così com'è - dice Montezemolo - altrimenti il suo partito toglie la fiducia a Prodi e l'alleanza di centrosinistra va all'aria.
- Infine - quinto - Montezemolo ha lanciato l'attacco politico diretto, e limpidissimo, a Rifondazione comunista e alla sinistra. Ha detto che è la sinistra a opporsi, a impedire il taglio della spesa sociale, a chiedere misure contro la precarietà, a proporre modifiche alla legge sulle pensioni, eccetera eccetera, e perciò il problema politico che l'Italia ha davanti è come e quando eliminare la sinistra radicale dalla alleanza governativa. Per la verità Montezemolo ha spiegato che non è neppure sufficiente eliminare la sinistra dalla maggioranza di governo, perché spesso la libertà di azione, e anche di speculazione, delle imprese, è fermata, o comunque condizionata e ostacolata, dagli enti locali e dalle regioni. Dunque il problema della cancellazione, o della marginalizzazione della sinistra in Italia, non può riguardare solo il governo, ma tutti i livelli della società e dello Stato. Montezemolo pensa che per fare questo bisogna cambiare il sistema elettorale e, in qualche modo, il sistema politico. L'ideale sarebbe un sistema elettorale alla francese, cioè uninominale a doppio turno, che è l'unico, tra i modelli occidentali, che permette di tenere fuori dal parlamento forze politiche anche consistenti, che dispongono del 10, del 15 o anche del 20 per cento dei voti.
Ormai ha deciso tutto lui. D'altra parte non è neanche stato molto originale, in Italia c'è già stato un imprenditore che voleva salvare il Paese dal comunismo!
Questa eversione imprenditoriale mi ha proprio stufata.
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