mercoledì 5 marzo 2008

Veltroni sembra Berlusconi.

E’ proprio vero: quello che un tempo è stata un tragedia tende a ripresentarsi solo qualche anno dopo come una farsa. Il fatto è che Veltroni somiglia sempre più al Berlusconi prima maniera. C’è molto in comune tra il leader del Pd e il cavaliere ridens che nel 1994 ruppe tutti gli schemi della vecchia politica gettando sul piatto la magia dei sondaggi e vendendo sogni a buon mercato di nuovi miracoli italiani.

Non c’è incontro al quale Veltroni non si presenti con la pretesa soverchiante forza argomentativa dei sondaggi. Persino gli scommettitori inglesi sono stati portati come inconfutabile prova della ascesa prepotente del Pd. E il nuovo miracolo italiano, la promessa di un fragoroso boom economico è stata frugata dalle tasche del cavaliere e immessa nel cuore della “bella politica”. Berlusconi parla poco in questa campagna elettorale anche perché in cuor suo spera che tra la copia (i colori, i simboli di Pd e Pdl si confondono, le scenografia sono le stesse con ragazze-hostess impiegate come cornice del capo che parla, anche i riti collettivi culminano in sguaiate note di Mameli.

A proposito: lo sanno nel Pd dei teodem che Mameli partecipò alla demoniaca repubblica romana e scrisse versi contro il papa tiranno che finalmente andava via?) e l’originale gli elettori sappiano alla fine distinguere.

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