domenica 27 aprile 2008

Di ritorno da Salecina

Quando torno dal consiglio di Salecina sono sempre al settimo cielo.
Mi piace proprio quel posto.
E soprattutto mi piace la gente che incontro ogni volta.
Se ci fosse ancora qualcuno tra i miei lettori che non conosce Salecina faccio un piccolo riassunto.

Salecina è un posto speciale: Non è un hotel, non è un ostello non è un rifugio.
E’ un posto ideale per fare vacanza. E’ aperto a tutti e puo’ ospitare indifferentemente singoli, gruppi, famiglie, classi. Tutti si sentiranno a casa.
Cosa ci rende cosi’ speciali?
  • La posizione è incantevole: al passo del Maloja, in una valle laterale, tranquilla e panoranica, sempre raggiungibile, comodamente, in estate ed inverno
  • Le persone: a Salecina si incontrano persone da tutta Europa. Una gran bella varieta’ di ospiti di ogni età, di differenti nazioni, disponibili al confronto, allo scambio, al divertimento
  • L’Autogestione è la parola chiave per capire la nostra fondazione. Non ci sono cuochi, camerieri, personale di pulizia. TUTTI collaborano e contribuiscono al benessere della comunità.
  • I corsi: per statuto, durante tutto l’anno, si tengono corsi di ogni genere: politica, danza, cucina, tedesco, italiano, danze popolari, sci alpinismo, aikido, ecologia, coristica, storia.
  • Salecina ha un animo verde: IL riscaldamento è a legna, ricicliamo vetro, carta, lattine, prepariamo il compost...
Salecina è anche su facebook!

un popolo a metà

domenica 20 aprile 2008

No comment

Ho atteso a pubblicare qualcosa sullo sconforto che provo in questi giorni di amara disfatta.
Perché parlare di sconfitta è troppo riduttivo.
Mi verrebbe voglia solo di urlare ma pubblicare su un blog AAAAAAAAAAAAAAAAAAA, non ha molto senso, non credete?

Impietoso il commento del Frankfurter Rundshau, autorevole giornale tedesco:
Il terzo governo Berlusconi non sarà retto solo dall'imprenditore, che si impegnerà ad abrogare tutte le leggi che potrebbero creargli problemi, ma anche dalla squadra di Umberto Bossi, lo stesso uomo che il 29 settembre 2007, parlando a proposito dell'autonomia del Nord, ha dichiarato: "La libertà non si può più conquistare in parlamento ma attraverso la lotta di milioni di uomini disposti al sacrificio in una guerra di liberazione". In questa frase il disprezzo per le istituzioni democratiche della detestata Italia di Roma si esprime in tutta la sua brutalità. Esternazioni del genere preferiamo liquidarle come folklore. Tuttavia la realtà è che la Lega non è stata votata a dispetto delle affermazioni del suo leader, ma proprio grazie ad esse. [...] Resta ovviamente la speranza che Berlusconi e Bossi, due delinquenti invasati, si scontrino di nuovo mentre tentano di spartirsi il bottino, cioè lo stato italiano. [...] Che lo stato esista perchè qualcuno se ne impossessi non è una teoria solo italiana. Ma in nessuno paese europeo dell'ultimo mezzo secolo questo intento è stato perseguito con tanta determinazione.


lunedì 14 aprile 2008

Italia al voto

L'Italia sta votando. Pronostici non se ne possono ancora fare, però non credo che da questa consultazione uscirà un'idea d'Italia molto alta. La delusione pende sulle nostre teste.
Di solito per ricordarci in che Italietta viviamo dovevamo aspettare lo spoglio, invece stavolta lo schifo è già venuto a galla. Alla fine è anche giusto così perchè dei numeri in una tabella sotto il nome dei partiti non sono sufficienti a spiegare il declino di una società.
Lo spiega meglio questa notizia che ho letto su Repubblica stamane.

Dispetto alla Montalcini al seggio
"Faccia la fila come gli altri"

La scena si è svolta ieri poco prima di mezzogiorno a via Reggio Calabria, quartiere medio-borghese della Capitale. La Montalcini si è presentata a braccetto di un accompagnatore il quale, vista la lunga fila, ha chiesto alle persone in coda la cortesia di far votare prima la signora. Senza presentare credenziali, solo un gesto di educazione verso un'anziana ipovedente. La risposta poteva essere scontata e invece no.

"Faccia la fila come gli altri", ha risposto un cinquantenne. E così un'altra signora: "Non esiste, anch'io ho fretta di votare". E poi un altro e un'altra ancora: "Non vedo proprio il motivo". Allertato dagli scrutatori, a quel punto è intervenuto il presidente di seggio: "Senatrice, se vuole la facciamo passare avanti". Una gentilezza quasi scontata, che si concede normalmente alle donne in gravidanza, ai disabili, agli anziani. A quel punto però è stato il carattere della Montalcini a prendere il sopravvento: "Grazie presidente, preferisco restare in fila come gli altri. Pazienza". Una scrutatrice le ha quindi offerto una seggiola: "Almeno si sieda, prego". Ma la senatrice ha rifiutato anche quella: "No, grazie davvero. Preferisco restare in piedi".


Che impressione.
Però è anche bellissimo vedere come in un contesto di schifo totale, le persone veramente di valore, non vengono scalfite minimamente dalla pochezza che li circonda. Quel "preferisco restare in piedi" contiene una nobiltà eccezionale e una grande lezione che purtroppo in pochi in Italia sapremo cogliere.
Ma come siamo diventati?

martedì 8 aprile 2008

La madre del soldato

Vorrei sottoporre alla vostra attenzione un interessante articolo della giornalista Amira Hass, illustre firma di Internazionale e del quotidiani israeliano Ha'aretz

Ultimamente tra gli attivisti di Mahsom watch (l'associazione che si occupa di monitorare i posti di blocco tra Israele e i Territori) gira la seguente lettera:
"Alcuni soldati che hanno seguito un corso di addestramento con mio figlio gli hanno raccontato com'è difficile per loro sopportare l'aggressività e la faziosità delle attiviste di Mahsom watch. Queste donne si preoccupano solo dei palestinesi e non pensano alla difficile situazione in cui si trovano i soldati israeliani. Molti militari, cresciuti in famiglie progressiste, durante la leva si trovano a dover affrontare da una parte finte donne incinte con la pancia imbottita di esplosivi e ambulanze che trasportano terroristi camuffati da feriti, dall'altra una popolazione stremata, che paga un prezzo altissimo al terrore. Apprezzo Mahsom watch, ma credo che sia importante capire che dietro ogni divisa c'è un ragazzo, esposto alle manipolazioni dei palestinesi, alla crudeltà dei coloni e agli ordini dei superiori. Questi soldati conoscono bene le persone che in passato hanno già cercato di ingannarli, sono già stati insultati dai palestinesi e colpiti dalle loro pietre. Sono giovani e la loro pazienza non è infinita. Quando aiutate i palestinesi ricordate che i soldati che avete davanti non tornano a casa da settimane, sono consumati dal desiderio delle loro ragazze, delle famiglie, di una vita normale: per loro è difficile accettare che qualcuno si preoccupi solo di chi è dall'altra parte. Il fatto che li trattiate come nemici li ferisce".
C'è bisogno di commentare? Questa lettera potrebbe essere studiata in un corso di storia del colonialismo. O di sociologia, per parlare di collaborazionismo. I sentimenti materni di questa donna – che sostiene di essere "di sinistra" – si identificano con la versione ufficiale della realtà, che ha cancellato l'occupazione e considera il terrorismo la causa di tutti i problemi.

La sua identificazione con il soldato rende cieca questa donna di fronte all'oppressione che i militari esercitano ogni giorno sulla popolazione civile.