martedì 12 agosto 2008

L'emergenza sicurezza

Non ne posso veramente più di questa storia dell'emergenza sicurezza.
Sono pentita di non aver votato contro in Consiglio Comunale o in Giunta a tutte le misure sicurezza che mi sono trovata di fronte in questi anni. Perchè anche nei piccoli paesi non ci si risparmia quando si può cavalcare l'onda della mitica "emergenza sicurezza".
E' vero viviamo in un'epoca profondamente insicura: non sono mai sicuri i posti di lavoro, non è sicuro vivere in una regione del sud, non è sicuro andare a lavorare visto il numero di incidenti sul lavoro e soprattutto non è sicuro avere un marito. Questa è la sicurezza di cui vorrei parlare e invece...
Sindaci sceriffi e granatieri (non sto scherzando) nelle città. Ha ragione Famiglia Cristiana, stiamo diventando come l'Angola, ma possibile debba venire da Famiglia Cristiana l'appello affichè il Governo:
"la smetta di giocare ai soldatini e risponda della grave situazione economica in cui versa il paese"
Noi di sinistra dove siamo su questa cosa. Ve lo dico io: siamo nei consigli comunali a votare per installare gli impianti di videosorveglianza.
Ravviso due ordini di problemi in questa faccenda: il primo riguarda l'opportunità di fornire ai Sindaci competenza in materia di pubblica sicurezza e il secondo l'invio dell'esercito, come appunto nei paesi del terzo mondo, a presidiare le strade e l'ordine pubblico.
Rispetto al primo punto c'è poco da dire: i Sindaci hanno ormai poteri in qualunque campo senza avere alcuna capacità per gestirli. I Sindaci sono dei politici e in quanto tali debbono avere un ruolo di indirizzo, non certo di attiva gestione in un campo come quello dell'ordine pubblico.
Siamo il paese d'europa con più persone impiegate nel settore dell'ordine pubblico (in proporzione) e non mi stanco mai di ripetere che le nostre forze dell'ordine fanno un buon lavoro soprattutto laddove si trovano a fronteggiare, lasciati spesso soli, la criminalità organizzata (questa si che andrebbe combattuta senza esclusione di colpi). E' alta la percentuale di reati che vengono puniti. Certo anche la polizia soffre i problemi che si trova a fronteggiare tutta la pubblica amministrazione alle prese con tagli indiscriminati e la mancanza totale di investimenti.
Servono proprio i granatieri?
E poi mi viene una domanda ma questi 2.000 soldati cosa facevano prima di essere mandati a sventare scippi e taccheggi? In che tipo di addestramento erano stati investiti soldi pubblici? Pensavo che l'Esercito fosse affaccendato in questioni internazionali e scopro che invece avevamo 2.000 soldati che avanzavano.
Sta già succedendo che qualcuno si faccia prendere la mano e tutti presi dalla foga securitaria succedono episodi drammatici e disumani come la vicenda della prostituta lasciata nuda in una cella di sicurezza a Parma. Faccio mie le parole di Carla Corso, leader storica delle prostitute: "E’ una indesiderata, un’emarginata, una donna che forse è vittima di una tratta e che cerca di vivere o sopravvivere con il proprio corpo. E questo, in una Italia sempre più intollerante, è diventata una colpa. Essere poveri sta diventando un crimine (ndr.: vedi richieste di certi livelli di reddito per poter ottenere la residenza in certi comuni) e in questa fascia di nuovi perseguitati i più deboli sono gli immigrati e le donne… I sindaci-sceriffo stanno cavalcando il tema della prostituzione ottenendo come unico effetto quello di criminalizzare chi avrebbe bisogno di protezione”.
Mi sembra molto interessante l'accostamento fatto dalla Corso tra donne e immigrati perchè l'altra vittima di tutto questo sono gli immigrati. All'estero già l'Italia è descritta come Paese xenofobo, così mi capita di sentire la storia della figlia di un diplomatico ungherese nata in Romania che esprime paura per il fatto di "dover" venire in Italia a trovare degli amici: "Mi concederanno il visto?". E poi le insopportabili misure contro i ROM che ricordano il 1938 delle leggi raziali.
Siamo veramente sicuri che sia questa l'Italia più sicura che volevamo.

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