giovedì 21 agosto 2008

mai sopportato i secchioni che non fanno copiare!

Credo che il Ministro con il quale mi sono trovata più in disaccordo, durante il Governo Prodi, sia stato Fioroni. Oltre alla totale antipatia dell'uomo credo che avesse impostato in modo totalmente errato la sua politica nei confronti di una scuola italiana che ha veramente bisogno di un sostegno.
Poi non mi è piaciuto quel modo paternalista un po' bacchettone di rivolgersi al mondo degli studenti, non dimostrando quella serietà vera che invece occorreva.
Non severità, ma serietà.
Sono stati reintrodotti gli esami a settembre. Potrei anche essere d'accordo ma ho scoperto che i corsi di recupero in molte scuole sono stati una totale farsa. Non sono in pratica stati dati ai ragazzi gli strumenti per recuperare. Così si torna alla scuola classista e discriminatoria.
E come colpo di grazia vi segnalo questo articolo apparso su Repubblica che rende evidente come in Italia siamo ancora ai tempi della pietra:
L'esperimento in una scuola australiana: "Ormai il problemanon è copiare ma scegliere le fonti giuste"
"Sì al web e a una telefonata
Cambia il compito in classe"
di MARCO STEFANINI
[...] Il Presbyterian Ladies' College permette alle proprie alunne di usare il cellulare durante i compiti in classe, e di potersi rivolgere ad un amico o un parente per risolvere un determinato test. Non solo: si può persino fare ricorso a internet, alla ricerca della risposta giusta. Quello adottato dalla scuola australiana è un programma educativo sperimentale che, per adesso, interessa solamente le classi di inglese, e in particolare le alunne che sono al nono anno di studi. "Ma già entro la fine dell'anno potrebbe essere esteso alle altre materie", promettono dalla scuola, che ospita circa 1300 allieve. Una decisione che vuole ribaltare radicalmente la concezione che si ha, oggi, di chi ha copiato dal vicino di banco o ha usato qualche foglietto per trovare la risposta giusta. Così, mentre uno studio americano ha appena riabilitato i secchioni, sostenendo che "chi non copia ha più personalità", questo college incoraggia i suoi alunni ad utilizzare tutti i mezzi in loro possesso per risolvere un compito.
"Nella loro vita professionale - spiega Dierdre Coleman, l'insegnante di inglese responsabile del progetto - queste ragazze non si troveranno mai nella condizione di dover memorizzare troppi concetti. Quello che si troveranno a fare, è dover accedere rapidamente alle informazioni e selezionarle sulla base della loro autorevolezza".

Unica condizione posta dagli insegnanti di inglese all'utilizzo di internet è che si citi sempre la fonte da cui si è presa una determinata frase. "Penso che per preparare le nostre alunne al meglio al mondo adulto, sia arrivato il momento di cambiare il nostro approccio al concetto di 'copiare'", sottolinea ancora Coleman. Prensky propone anche di sostituire la definizione di "copiare" con una assai più elaborata: "Utilizzare gli strumenti a nostra disposizione per far sì che il mondo entri a far parte delle nostre conoscenze di base".

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